In questo articolo cercherò di spiegare l’importanza del Pranayama ovvero di quell’insieme di tecniche yoga che hanno per oggetto la respirazione.
Le pratiche in cui il respiro viene controllato e modificato in innumerevoli modi si fanno da seduti assumendo varie sistemazioni delle gambe ( Virasana, Siddhasana, Swastikasana, Padmasana ). La schiena va mantenuta diritta con la nuca e il sacro allineati, le spalle ruotano indietro e si rilasciano verso il basso. Se tutto ciò non è possibile, a causa di infermità, dolori o debolezza allora si può stare sdraiati su un cuscino apposta e una coperta sotto la testa.

Il respiro è un atto automatico del corpo ma non è sempre uguale a se stesso. Il respiro è connesso ai nostri stati d’animo e alle nostre emozioni. Quando siamo ansiosi i respiri sono brevi e affannati. Se camminiamo nella natura e ci sentiamo in pace il respiro si apre e diventa più lungo e profondo. A volte mentre stiamo facendo un lavoro difficile o guardiamo un film con molta suspense il respiro viene trattenuto. Quando arriva il lieto fine del film o di una storia reale della nostra vita tiriamo un gran respiro profondo di sollievo. Se ci sentiamo nostalgici tratteniamo il respiro e poi facciamo un’espirazione lenta e malinconica. Quando siamo arrabbiati il respiro diventa accelerato e rumoroso.
Se le emozioni agiscono sul respiro e lo modificano è anche vero il contrario. Il respiro ha una forte influenza sulle emozioni e sugli stati d’animo. Si può assolutamente dire che praticando regolarmente le varie tecniche di Pranayama i contenuti della nostra mente sono soggetti a evoluzioni e cambiamenti notevoli.
Vediamo ora quali sono gli effetti del Pranayama, parola che può essere tradotta come “controllo dell’energia vitale”.
Longevità: gli antichi filosofi orientali dicono che ognuno di noi ha a disposizione un numero di respiri predeterminato da spendere nel corso della vita. Se crediamo a questa affermazione deduciamo che più rendiamo la nostra respirazione lenta e profonda e più lunga sarà la durata della nostra esistenza.
Salute fisica: Miglioramento dell’ossigenazione del sangue e del funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio. Miglioramento del sistema immunitario, della digestione. Aumento della vitalità, dell’energia fisica e della resistenza al caldo, al freddo, alla fame, alla sete, alla mancanza di sonno.
Salute mentale : Riduzione di ansia e stress, sviluppo della concentrazione e della consapevolezza di se stessi. La capacità di comprendersi porta ad un maggior equilibrio interiore e ad una maggiore empatia con le altre persone.
Ci sono infinite tecniche di Pranayama e per impararle è necessario rivolgersi ad un istruttore o, se avete la fortuna di trovarlo, ad un maestro. Al momento in cui l’insegnante lo ritiene opportuno è fondamentale inserire il Pranayama nella pratica quotidiana. Per i principianti il momento ideale per praticare la respirazione è dopo aver eseguito le Asana ovvero le posizioni.
Il primo approccio alle tecniche di respirazione è trovare 10 minuti al giorno per mettersi sdraiati e semplicemente osservare il respiro, entrarci in contatto e stare con lui. Il respiro è la cosa più importante che possediamo perchè senza di esso la morte giunge veloce.
Se impariamo ad osservare il respiro sviluppiamo capacità di auto osservazione di tutti gli altri nostri aspetti. Questo ci serve a non cadere prede dei nostri stati d’animo ed emozioni. Ci aiuta ad osservare gli accadimenti della nostra vita con distacco, ci fornisce l’intelligenza su come agire per affrontare il mondo e ci dona la gioia anche di fronte alle difficoltà.




