I fondamenti dello yoga : gli YAMA

Il praticante di yoga, insieme alle pratiche di asana e pranayama, deve esercitarsi a rispettare particolari regole di condotta nei confronti di tutti gli altri esseri viventi e dell’ ambiente.

Queste regole si chiamano Yama, sono dettami universali per chi voglia intraprendere il percorso più profondo e spirituale dello yoga senza limitarsi alla sua sola parte fisica. Gli Yama sono 5 : Non violenza, verità, non furto, non accumulo, celibato.

AHIMSA : Mahatma Gandhi diceva sempre che il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo deve iniziare per prima cosa da dentro di noi. Se vogliamo un mondo pacifico ognuno deve impegnarsi a diventare una persona priva di violenza. Coltivare la non violenza significa non nuocere in nessun modo a nessun essere vivente con le azioni, con le parole e con i pensieri. La condotta del praticante deve essere priva di violenza fisica e verbale. Quando sorgono pensieri di ostilità verso qualcuno essi devono essere osservati e sostituiti con pensieri positivi.

Tutti gli Yama hanno la loro radice nella non violenza.

SATYA : Praticare la verità significa astenersi dalle menzogne ed essere sempre onesti, sinceri, limpidi e trasparenti. L’inganno è una forma di violenza perché nascondere la verità è una forma di prevaricazione sugli altri.

ASTEYA : Astenersi dal furto in tutte le sue forme. Appropriarsi di ciò che non è nostro è una forma di violenza. Rubare non è solo prendere oggetti o soldi altrui ma è anche attribuirsi meriti non nostri oppure desiderare gli averi degli altri o i loro successi. Il praticante deve esercitarsi a vivere in assenza di qualsiasi tipo di desiderio.

BRAHMACHARYA : Moderazione nell’uso dei sensi. I sensi vanno stimolati al minimo perché ciò che si vuole favorire è l’introspezione . Ecco una guida per iniziare a ritirare i sensi verso l’interno. Man mano che si procede nella pratica questi comportamenti divengono più austeri.

Non mettere il sesso al centro dei propri interessi e condurre una vita sessuale moderata.

Mangiare per nutrirsi e non per appagare il gusto. Limitare i cibi troppo dolci o troppo salati e speziati. Preferire cibi e sapori semplici. Per i consigli alimentari vedi l’articolo intitolato “Il cibo degli dei”.

Essere puliti ma non eccedere o fare direttamente meno di profumi e cosmetici.

Vivere possibilmente in luoghi silenziosi e limitarsi nell’ascolto di musiche che non siano canti di mantra. Evitare chiacchiere inutili e dedicare molto tempo al silenzio prodotto dal non parlare. Dialogare con moderazione e solo quando è strettamente necessario.

Vivere in ambienti puliti e ordinati evitando di vedere film o di leggere libri violenti o angoscianti. Usare i dispositivi solo per lavoro e non per scopi ricreativi.

Tutti questi comportamenti rendono il carattere del praticante più mite e tranquillo. Sono quindi un grande aiuto per diminuire l’indole aggressiva di ognuno di noi.

APARIGRAHA : non accumulare tutto ciò che non serve alla pura e semplice sopravvivenza. Non accumulare beni materiali come case, auto, denaro, vestiti, accessori e oggetti vari. Tenere per se solo il minimo indispensabile ovvero un tetto sulla testa e del denaro sufficiente per il cibo e le spese primarie. Se abbiamo dei possedimenti in più donarli a chi non ne ha abbastanza.

Se osserviamo gli Yama sempre più a fondo risparmiamo molta energia che possiamo impiegare nella pratica di asana e pranayama. Più l’osservanza degli Yama è intensa e più abbiamo possibilità di successo nel percorso dello yoga.

A sua volta le pratiche fisiche dello yoga ci aiuteranno notevolmente a renderci conto delle nostre debolezze e delle nostre mancanze etiche e ci daranno la forza per correggerle.

Lo yoga non è fatto per chi vive in conflitto con gli altri, imbroglia o ruba e sostiene che lo scopo della vita è il godimento sensoriale. D’altro canto può succedere che un ladro o un assassino comincino a fare yoga e ne traggano l’energia sufficiente per plasmare la propria indole e trasformarsi in uomini migliori.

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